Quando convengono i lavori in fune rispetto al ponteggio?

Creata 22 giugno 2026 | Aggiornata 22 giugno 2026

Lavori in fune

I lavori su fune offrono vantaggi concreti rispetto al ponteggio in determinate condizioni:

  • Velocità di esecuzione: l'allestimento degli ancoraggi e la calata degli operatori richiedono frazioni del tempo necessario al montaggio e smontaggio di un ponteggio.
  • Riduzione dei costi: si eliminano noleggio, trasporto e montaggio delle strutture e, nei centri urbani, i costi di occupazione del suolo pubblico.
  • Accessibilità totale: consentono di raggiungere punti remoti, sbalzi, pareti verticali, torri, ciminiere, dighe e ponti dove il ponteggio è impraticabile o impossibile.
  • Minimo impatto e ingombro: non occupano il suolo, non bloccano passaggi o traffico e sono ideali per edifici storici e per interventi puntuali e urgenti (pulizia vetri, lattoneria, fotovoltaico, sigillature, grondaie, restauro).

Il ponteggio resta preferibile, invece, per i lavori di lunga durata, sull'intera superficie, con materiali pesanti o con più operatori che necessitano di un piano di lavoro stabile e continuo nel tempo.

Il vincolo normativo (fondamentale). La "convenienza" non basta a giustificare la scelta. Il D.Lgs. 81/08, art. 111, impone la priorità delle misure di protezione collettiva (il ponteggio è un DPC) rispetto a quelle individuali (le funi sono DPI). Di conseguenza, l'uso delle funi è ammesso solo per lavorazioni temporalmente limitate e a seguito di una valutazione dei rischi (DVR/POS) da cui emerga l'impossibilità o la maggiore pericolosità nell'impiego di attrezzature più sicure (art. 111, comma 4). In sintesi: il lavoro su fune è l'eccezione, non la regola, e il solo risparmio economico non è una motivazione sufficiente.

Requisiti d'impiego. Quando le funi sono ammesse, l'art. 116 del D.Lgs. 81/08 impone condizioni stringenti: un sistema con almeno due funi ancorate separatamente (fune di lavoro e fune di sicurezza), imbracatura di sostegno, dispositivo autobloccante e dispositivo mobile anticaduta, lavori programmati e sorvegliati con piano di emergenza e soccorso, e il divieto di lavorare da soli. Gli operatori devono possedere formazione specifica (Allegato XXII: 32 ore per l'addetto, 40 per il preposto) e l'addestramento all'uso dei DPI di III categoria anticaduta.

In conclusione, i lavori in fune convengono quando il ponteggio è tecnicamente impossibile, sproporzionato o eccessivamente invasivo per un intervento limitato nel tempo, sempre previa valutazione dei rischi che ne legittimi l'adozione.

Domande correlate

Cosa sono i lavori in fune?

I lavori in fune (rope access) sono tecniche di accesso e posizionamento mediante funi utilizzate per operare in quota su strutture verticali o di difficile raggiungibilità. Permettono interventi di manutenzione, ispezione, riparazione e pulizia con maggiore sicurezza ed efficienza rispetto a ponteggi e piattaforme tradizionali.

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Quando si usano i lavori in fune?

I lavori in fune si usano quando ponteggi, piattaforme e altri sistemi tradizionali non sono utilizzabili per vincoli logistici, economici o ambientali. Sono ideali per manutenzioni su grattacieli, ponti, dighe, antenne, ciminiere, pareti rocciose, monumenti, turbine eoliche, piattaforme petrolifere e impianti industriali complessi.

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Chi può fare lavori in fune?

I lavori in fune possono essere svolti solo da operatori formati con corso modulo A (32 ore) o modulo B (40 ore) secondo l'Allegato XXI del D.Lgs. 81/08, oppure con certificazione IRATA (fuori dal territorio nazionale). È obbligatoria idoneità psicofisica certificata, esperienza documentata e DPI di terza categoria adeguati.

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Cos'è il rope access?

Il rope access è la tecnica di accesso, posizionamento e lavoro su corde, sviluppata originariamente per l'industria offshore e ora utilizzata in numerosi settori. Si basa sull'uso di due funi indipendenti (lavoro e sicurezza), discensori, bloccanti, imbracatura e procedure rigorose secondo lo standard IRATA.

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Quali settori usano i lavori in fune?

I settori che usano lavori in fune sono: edilizia, manutenzione industriale, oil & gas, eolico, petrolchimico, telecomunicazioni, infrastrutture (ponti, dighe), monumenti storici, civile (facciate, cornicioni), agricoltura (potature alta quota) e ispezioni tecniche su strutture complesse non accessibili con metodi tradizionali.

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Cosa serve per lavorare in fune?

Per lavorare in fune servono: formazione modulo A e IRATA (nel caso di lavoro su torri eoliche in-shore / off-shore e Oil & Gas), idoneità psicofisica, due funi indipendenti, imbracatura completa EN 361/813, discensori, bloccanti ventrali e ascensori, cordini di posizionamento, casco, connettori, scarponi e DPI specifici. È sempre richiesto un secondo operatore per le emergenze.

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Cos'è la doppia fune?

La doppia fune è il principio fondamentale del rope access: l'operatore è sempre collegato a due funi indipendenti, una di lavoro (per l'avanzamento) e una di sicurezza (per arrestare eventuali cadute). Ogni fune ha un proprio ancoraggio, garantendo ridondanza completa e massimo livello di sicurezza operativa.

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Quali rischi ci sono nei lavori in fune?

I rischi nei lavori in fune sono: caduta dall'alto, sindrome da sospensione, caduta di oggetti, condizioni atmosferiche avverse, urti con strutture, taglio delle funi su spigoli, errori procedurali. Una formazione rigorosa, DPI adeguati, procedure scritte e supervisione costante riducono significativamente la probabilità di incidenti gravi.

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Cos'è la sindrome da sospensione?

La sindrome da sospensione è una condizione fisiopatologica che si verifica quando un operatore resta sospeso e immobile nell'imbracatura per più di 15-20 minuti. La compressione vascolare riduce il ritorno venoso, causando shock e collasso. Richiede recupero immediato e mobilizzazione progressiva post-recupero.

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Quanto durano le funi per rope access?

Le funi per rope access hanno una durata variabile: massimo 10 anni dalla data di produzione (anche non utilizzate) e tipicamente 2-5 anni di uso intensivo. Vanno scartate immediatamente in caso di tagli, abrasioni, contaminazioni chimiche o cadute con sovraccarico. Il controllo è obbligatorio prima di ogni utilizzo.

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