Cosa sono i lavori in fune?

Creata 14 maggio 2026 | Aggiornata 14 maggio 2026

Lavori in fune

I lavori in fune (o rope access) sono tecniche specializzate di accesso, posizionamento e lavoro in quota che consentono agli operatori di lavorare sospesi mediante sistemi di funi e specifici DPI anticaduta. In Italia queste attività sono regolamentate dall’art. 116 del D.Lgs. 81/08 e dall’Allegato XXI, che definiscono requisiti tecnici, formazione obbligatoria e modalità operative per garantire la sicurezza degli addetti.

I lavori su fune vengono utilizzati quando non è possibile o conveniente installare sistemi tradizionali come:

  • ponteggi;
  • piattaforme elevabili;
  • trabattelli;
  • sistemi di accesso permanenti.

Questa metodologia permette di operare in sicurezza anche su strutture particolarmente complesse, verticali o difficilmente raggiungibili, riducendo tempi di allestimento e impatto logistico sul cantiere.

Una delle principali caratteristiche dei lavori in fune è l’utilizzo obbligatorio di due sistemi indipendenti:

  • fune di lavoro;
  • fune di sicurezza.

La presenza di una doppia linea garantisce la ridondanza del sistema e aumenta il livello di sicurezza in caso di guasto o anomalia di una delle due funi.

Rispetto ai sistemi tradizionali, i lavori in quota su fune offrono numerosi vantaggi operativi:

  • accesso rapido a zone difficili da raggiungere;
  • riduzione dei costi di installazione di ponteggi;
  • minore impatto sulla struttura;
  • maggiore velocità di intervento;
  • possibilità di lavorare in spazi limitati;
  • riduzione dei tempi di fermo impianto;
  • maggiore flessibilità operativa.

Per questo motivo le tecniche di rope access vengono utilizzate in numerosi settori industriali e civili.

I principali ambiti applicativi dei lavori in fune sono:

  • manutenzione di facciate e grattacieli;
  • interventi su ciminiere e torri industriali;
  • ispezioni su ponti, viadotti e infrastrutture;
  • lavori su dighe e opere idrauliche;
  • manutenzione di turbine eoliche;
  • interventi su impianti industriali;
  • restauro conservativo di edifici storici e monumenti;
  • pulizia di superfici vetrate;
  • manutenzione di coperture e strutture metalliche;
  • verifiche tecniche in ambienti complessi.

Dal punto di vista normativo, il D.Lgs. 81/08 impone obblighi molto precisi per le aziende che eseguono lavori in fune.

L’art. 116 stabilisce infatti che:

  • i lavori devono essere pianificati preventivamente;
  • il sistema di accesso deve essere adeguato alla tipologia di intervento;
  • devono essere utilizzate due funi separate;
  • gli operatori devono essere specificamente formati;
  • devono essere previsti sistemi di recupero e gestione dell’emergenza.

L’Allegato XXI del D.Lgs. 81/08 definisce inoltre i contenuti minimi della formazione obbligatoria per addetti e preposti ai lavori su fune.

La formazione si articola generalmente in:

  • Modulo A:
    • durata minima di 32 ore;
    • formazione teorico-pratica di base;
  • Modulo B:
    • durata minima di 40 ore;
    • specializzazione in base all’ambito operativo:
      • siti naturali;
      • siti artificiali.

Gli operatori devono inoltre utilizzare esclusivamente DPI di 3ª categoria conformi alle norme tecniche europee.

Tra i principali dispositivi obbligatori troviamo:

  • imbracatura EN 813 e EN 361;
  • cordini anticaduta;
  • dispositivi di discesa;
  • bloccanti;
  • connettori certificati EN 362;
  • caschi per lavori in quota;
  • sistemi di posizionamento e trattenuta.

Anche la verifica periodica dei DPI e delle attrezzature è obbligatoria e deve essere eseguita da personale competente.

Con il nuovo Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025, sono stati inoltre aggiornati alcuni aspetti relativi alla formazione sicurezza, con maggiore attenzione a:

  • addestramento pratico;
  • verifica delle competenze;
  • aggiornamento periodico;
  • gestione delle emergenze nei lavori in quota.

I lavori in fune rappresentano oggi una delle soluzioni più efficaci per operare in quota in modo rapido, sicuro e con ridotto impatto logistico, ma richiedono elevata specializzazione, formazione continua e rigoroso rispetto delle normative sulla sicurezza sul lavoro.

Domande correlate

Quando si usano i lavori in fune?

I lavori in fune si usano quando ponteggi, piattaforme e altri sistemi tradizionali non sono utilizzabili per vincoli logistici, economici o ambientali. Sono ideali per manutenzioni su grattacieli, ponti, dighe, antenne, ciminiere, pareti rocciose, monumenti, turbine eoliche, piattaforme petrolifere e impianti industriali complessi.

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Chi può fare lavori in fune?

I lavori in fune possono essere svolti solo da operatori formati con corso modulo A (32 ore) o modulo B (40 ore) secondo l'Allegato XXI del D.Lgs. 81/08, oppure con certificazione IRATA (fuori dal territorio nazionale). È obbligatoria idoneità psicofisica certificata, esperienza documentata e DPI di terza categoria adeguati.

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Cos'è il rope access?

Il rope access è la tecnica di accesso, posizionamento e lavoro su corde, sviluppata originariamente per l'industria offshore e ora utilizzata in numerosi settori. Si basa sull'uso di due funi indipendenti (lavoro e sicurezza), discensori, bloccanti, imbracatura e procedure rigorose secondo lo standard IRATA.

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Quali settori usano i lavori in fune?

I settori che usano lavori in fune sono: edilizia, manutenzione industriale, oil & gas, eolico, petrolchimico, telecomunicazioni, infrastrutture (ponti, dighe), monumenti storici, civile (facciate, cornicioni), agricoltura (potature alta quota) e ispezioni tecniche su strutture complesse non accessibili con metodi tradizionali.

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Cosa serve per lavorare in fune?

Per lavorare in fune servono: formazione modulo A e IRATA (nel caso di lavoro su torri eoliche in-shore / off-shore e Oil & Gas), idoneità psicofisica, due funi indipendenti, imbracatura completa EN 361/813, discensori, bloccanti ventrali e ascensori, cordini di posizionamento, casco, connettori, scarponi e DPI specifici. È sempre richiesto un secondo operatore per le emergenze.

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Cos'è la doppia fune?

La doppia fune è il principio fondamentale del rope access: l'operatore è sempre collegato a due funi indipendenti, una di lavoro (per l'avanzamento) e una di sicurezza (per arrestare eventuali cadute). Ogni fune ha un proprio ancoraggio, garantendo ridondanza completa e massimo livello di sicurezza operativa.

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Quali rischi ci sono nei lavori in fune?

I rischi nei lavori in fune sono: caduta dall'alto, sindrome da sospensione, caduta di oggetti, condizioni atmosferiche avverse, urti con strutture, taglio delle funi su spigoli, errori procedurali. Una formazione rigorosa, DPI adeguati, procedure scritte e supervisione costante riducono significativamente la probabilità di incidenti gravi.

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Cos'è la sindrome da sospensione?

La sindrome da sospensione è una condizione fisiopatologica che si verifica quando un operatore resta sospeso e immobile nell'imbracatura per più di 15-20 minuti. La compressione vascolare riduce il ritorno venoso, causando shock e collasso. Richiede recupero immediato e mobilizzazione progressiva post-recupero.

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Quanto durano le funi per rope access?

Le funi per rope access hanno una durata variabile: massimo 10 anni dalla data di produzione (anche non utilizzate) e tipicamente 2-5 anni di uso intensivo. Vanno scartate immediatamente in caso di tagli, abrasioni, contaminazioni chimiche o cadute con sovraccarico. Il controllo è obbligatorio prima di ogni utilizzo.

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Sicurlive Group fa lavori in fune?

Sì, Sicurlive Group dispone di una squadra specializzata di tecnici certificati IRATA per eseguire lavori in fune in edilizia, industria, infrastrutture e impianti rinnovabili. Esegue manutenzioni, ispezioni, installazioni e pulizie su strutture complesse, garantendo procedure rigorose e standard di sicurezza tra i più elevati del settore.

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