Quali DPI servono negli spazi confinati?

Creata 14 maggio 2026 | Aggiornata 14 maggio 2026

Spazi confinati

I DPI per spazi confinati devono essere scelti in base alla specifica valutazione del rischio, ma alcune attrezzature di protezione sono considerate essenziali nella maggior parte degli interventi. L’obiettivo è proteggere il lavoratore da rischi come carenza di ossigeno, gas tossici, caduta, contaminazione chimica e difficoltà di recupero.

I DPI di base normalmente richiesti per operare in spazi confinati comprendono:

  • imbracatura anticaduta EN 361:
    • con punto di attacco per il recupero verticale dall’esterno;
  • casco EN 397 o EN 12492;
  • calzature di sicurezza EN ISO 20345;
  • guanti protettivi adeguati al tipo di attività e alle sostanze presenti.

Quando esiste il rischio di atmosfere pericolose o non è possibile escludere la presenza di gas, diventano obbligatori specifici DPI per la protezione respiratoria, tra cui:

  • autorespiratore a circuito aperto (SCBA) EN 137:
    • sistema autonomo con bombola d’aria compressa;
  • linea aria (SABA) EN 14593:
    • alimentazione d’aria dall’esterno per attività prolungate;
  • dispositivi di fuga di emergenza:
    • EEBD;
    • ELSA.

Negli spazi confinati è inoltre obbligatoria una strumentazione di controllo continuo dell’atmosfera.

Tra le attrezzature principali:

  • rilevatore multigas:
    • controllo di:
      • ossigeno (O₂);
      • monossido di carbonio (CO);
      • idrogeno solforato (H₂S);
      • gas esplosivi (LEL);
  • sistemi di comunicazione:
    • radio;
    • interfono;
    • dispositivi viva voce.

In presenza di sostanze aggressive o rischio chimico possono essere necessari ulteriori DPI, come:

  • tute chimiche protettive;
  • occhiali di sicurezza;
  • visiere anti-schizzo.

Tutti i DPI per spazi confinati devono essere:

  • certificati;
  • compatibili tra loro;
  • verificati prima dell’uso;
  • utilizzati da personale formato e addestrato.

Domande correlate

Cosa sono gli spazi confinati?

Gli spazi confinati sono ambienti di lavoro non destinati alla permanenza continua dei lavoratori, con accessi limitati e ventilazione naturale sfavorevole. Esempi: cisterne, silos, fognature, vasche, condotti, serbatoi, pozzi. Possono presentare atmosfere pericolose, carenza di ossigeno e altri rischi gravi che richiedono procedure specifiche.

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Quando un ambiente è considerato confinato?

Un ambiente è considerato confinato quando ha accessi limitati, ventilazione naturale sfavorevole e non è destinato alla permanenza dei lavoratori. La valutazione tiene conto di geometria, ventilazione, presenza di sostanze pericolose e attività svolte. Anche luoghi apparentemente normali possono rientrare in questa categoria a seconda dell'analisi.

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Quali sono i rischi degli spazi confinati?

I rischi degli spazi confinati sono: carenza di ossigeno, presenza di gas tossici (H2S, CO, CO2), atmosfere infiammabili, incendio ed esplosione, intrappolamento, sommersione in liquidi o solidi, temperature estreme, rischio elettrico, rischio biologico. La maggior parte degli infortuni mortali avviene per atmosfere pericolose non rilevate preventivamente.

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Cosa prevede la normativa sugli spazi confinati?

La normativa sugli spazi confinati include il D.Lgs. 81/08 (artt. 66 e 121) e il DPR 177/2011 sulla qualificazione delle imprese. Richiede valutazione del rischio, formazione specifica, procedure di accesso ed emergenza, monitoraggio dell'atmosfera, DPI di terza categoria, presenza di soccorritori e qualificazione documentata.

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Cos'è il monitoraggio dell'atmosfera?

Il monitoraggio dell'atmosfera è la misurazione continua della qualità dell'aria all'interno dello spazio confinato, con rilevatori multigas che misurano ossigeno, gas tossici e infiammabili. È obbligatorio prima dell'accesso e durante tutta la permanenza, con allarmi che attivano l'evacuazione immediata in caso di valori critici.

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Cos'è il permesso di lavoro per spazi confinati?

Il permesso di lavoro per spazi confinati è un documento che autorizza l'accesso allo spazio dopo aver verificato condizioni di sicurezza, monitoraggio atmosferico, attrezzature, DPI, presenza di soccorritori e procedure. Va firmato dal preposto e dal lavoratore prima di ogni intervento, con validità limitata nel tempo.

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Quanti operatori servono in uno spazio confinato?

In uno spazio confinato servono minimo due operatori: uno che entra e uno di sorveglianza all'esterno (chiamato attendente o standby), formato per attivare le procedure di emergenza. Per spazi complessi o lavori prolungati possono essere richiesti soccorritori specializzati e team di backup pronti all'intervento.

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Cos'è l'attendente nello spazio confinato?

L'attendente è il lavoratore che resta all'esterno dello spazio confinato per sorvegliare l'operatore interno, mantenere la comunicazione costante, monitorare l'atmosfera e attivare l'allarme in caso di emergenza. Deve essere formato, dotato di mezzi di comunicazione e non può abbandonare la postazione durante l'attività.

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Cos'è la procedura di accesso a spazio confinato?

La procedura di accesso a spazio confinato definisce le fasi operative: valutazione preliminare, bonifica, monitoraggio atmosferico, apertura, ventilazione forzata, ingresso, attività, uscita e chiusura. È obbligatoria, scritta, condivisa con tutto il team e va aggiornata per ogni nuovo intervento secondo il DPR 177/2011.

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Cosa fare in caso di emergenza in spazi confinati?

In caso di emergenza in spazi confinati: attivare immediatamente l'allarme, contattare i soccorsi qualificati, NON entrare senza adeguata protezione (la maggior parte dei decessi sono soccorritori non protetti), avviare la ventilazione forzata, predisporre il recupero dall'esterno con sistemi di sollevamento e attendere la squadra specializzata.

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