Cos'è il monitoraggio dell'atmosfera?

Creata 14 maggio 2026 | Aggiornata 14 maggio 2026

Spazi confinati

Il monitoraggio dell’atmosfera negli spazi confinati consiste nella misurazione continua della qualità dell’aria tramite rilevatori multigas. È una procedura obbligatoria prima dell’accesso e durante tutta la permanenza degli operatori all’interno dello spazio confinato.

L’obiettivo è individuare tempestivamente atmosfere pericolose che potrebbero causare:

  • asfissia;
  • intossicazione;
  • incendio;
  • esplosione.

I principali parametri monitorati sono:

  • ossigeno (O₂):
    • valori sicuri tra 19,5% e 23,5%;
    • sotto il 19,5% → rischio di asfissia;
    • sopra il 23,5% → aumento del rischio incendio;
  • monossido di carbonio (CO):
    • gas tossico molto pericoloso anche a basse concentrazioni;
  • idrogeno solforato (H₂S):
    • gas altamente tossico tipico di:
      • fognature;
      • impianti industriali;
      • vasche biologiche;
  • gas infiammabili (LEL):
    • monitoraggio del rischio di esplosione;
    • evacuazione immediata a livelli pericolosi.

La procedura di monitoraggio prevede generalmente:

  1. controllo dell’atmosfera prima dell’ingresso;
  2. misurazioni a diverse altezze per verificare eventuali stratificazioni dei gas;
  3. utilizzo del rilevatore personale durante tutto l’intervento;
  4. monitoraggio continuo con allarmi sonori e visivi attivi;
  5. verifica dell’efficacia della ventilazione forzata.

In caso di allarme:

  • primo livello:
    • verifica immediata;
    • aumento della ventilazione;
  • secondo livello:
    • evacuazione immediata dello spazio confinato senza ritardi.

Il monitoraggio continuo è una delle principali misure di sicurezza negli spazi confinati e deve essere eseguito esclusivamente con strumenti calibrati e personale formato.

Domande correlate

Cosa sono gli spazi confinati?

Gli spazi confinati sono ambienti di lavoro non destinati alla permanenza continua dei lavoratori, con accessi limitati e ventilazione naturale sfavorevole. Esempi: cisterne, silos, fognature, vasche, condotti, serbatoi, pozzi. Possono presentare atmosfere pericolose, carenza di ossigeno e altri rischi gravi che richiedono procedure specifiche.

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Quando un ambiente è considerato confinato?

Un ambiente è considerato confinato quando ha accessi limitati, ventilazione naturale sfavorevole e non è destinato alla permanenza dei lavoratori. La valutazione tiene conto di geometria, ventilazione, presenza di sostanze pericolose e attività svolte. Anche luoghi apparentemente normali possono rientrare in questa categoria a seconda dell'analisi.

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Quali sono i rischi degli spazi confinati?

I rischi degli spazi confinati sono: carenza di ossigeno, presenza di gas tossici (H2S, CO, CO2), atmosfere infiammabili, incendio ed esplosione, intrappolamento, sommersione in liquidi o solidi, temperature estreme, rischio elettrico, rischio biologico. La maggior parte degli infortuni mortali avviene per atmosfere pericolose non rilevate preventivamente.

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Cosa prevede la normativa sugli spazi confinati?

La normativa sugli spazi confinati include il D.Lgs. 81/08 (artt. 66 e 121) e il DPR 177/2011 sulla qualificazione delle imprese. Richiede valutazione del rischio, formazione specifica, procedure di accesso ed emergenza, monitoraggio dell'atmosfera, DPI di terza categoria, presenza di soccorritori e qualificazione documentata.

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Quali DPI servono negli spazi confinati?

Per gli spazi confinati servono: imbracatura anticaduta EN 361, casco EN 397, autorespiratori a circuito aperto o linea aria, rilevatori multigas (O2, CO, H2S, LEL), tuta protettiva, calzature antinfortunistiche, guanti, cordini di recupero. La scelta dipende dalla valutazione del rischio specifico per ogni spazio.

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Cos'è il permesso di lavoro per spazi confinati?

Il permesso di lavoro per spazi confinati è un documento che autorizza l'accesso allo spazio dopo aver verificato condizioni di sicurezza, monitoraggio atmosferico, attrezzature, DPI, presenza di soccorritori e procedure. Va firmato dal preposto e dal lavoratore prima di ogni intervento, con validità limitata nel tempo.

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Quanti operatori servono in uno spazio confinato?

In uno spazio confinato servono minimo due operatori: uno che entra e uno di sorveglianza all'esterno (chiamato attendente o standby), formato per attivare le procedure di emergenza. Per spazi complessi o lavori prolungati possono essere richiesti soccorritori specializzati e team di backup pronti all'intervento.

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Cos'è l'attendente nello spazio confinato?

L'attendente è il lavoratore che resta all'esterno dello spazio confinato per sorvegliare l'operatore interno, mantenere la comunicazione costante, monitorare l'atmosfera e attivare l'allarme in caso di emergenza. Deve essere formato, dotato di mezzi di comunicazione e non può abbandonare la postazione durante l'attività.

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Cos'è la procedura di accesso a spazio confinato?

La procedura di accesso a spazio confinato definisce le fasi operative: valutazione preliminare, bonifica, monitoraggio atmosferico, apertura, ventilazione forzata, ingresso, attività, uscita e chiusura. È obbligatoria, scritta, condivisa con tutto il team e va aggiornata per ogni nuovo intervento secondo il DPR 177/2011.

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Cosa fare in caso di emergenza in spazi confinati?

In caso di emergenza in spazi confinati: attivare immediatamente l'allarme, contattare i soccorsi qualificati, NON entrare senza adeguata protezione (la maggior parte dei decessi sono soccorritori non protetti), avviare la ventilazione forzata, predisporre il recupero dall'esterno con sistemi di sollevamento e attendere la squadra specializzata.

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