Quali carichi devono sopportare i parapetti provvisori?
Creata 21 maggio 2026 | Aggiornata 21 maggio 2026
La norma UNI EN 13374:2025 definisce con precisione i carichi minimi che i parapetti anticaduta provvisori devono essere in grado di sopportare senza cedere, garantendo la protezione dei lavoratori durante l'intera durata dei lavori in quota.
I carichi statici simulano la spinta orizzontale di un lavoratore che si appoggia o preme contro il parapetto. La norma prevede l'applicazione di un carico puntuale di almeno 630 N sul corrente superiore e di 300 N sul corrente intermedio, oltre a prove di resistenza sui montanti in direzione verticale e orizzontale.
I carichi accidentali rappresentano l'urto improvviso di un operatore contro il sistema. La norma prevede una forza d'impatto fino a 1250 N applicata sul corrente superiore in direzione orizzontale, per verificare che il parapetto non collassi in caso di contatto brusco e non intenzionale.
Il carico da vento è fissato a 600 N/m² di superficie esposta, un valore che simula condizioni atmosferiche avverse ma non eccezionali. Il sistema deve mantenere integrità strutturale e non deformarsi in misura tale da ridurre l'altezza minima di protezione.
Per le classi B e C, oltre ai carichi statici, la norma prevede prove con carico dinamico ottenuto tramite sacco battipalo di massa definita, lasciato cadere o proiettato contro il parapetto da altezze standardizzate. Questo test simula l'impatto di un lavoratore in scivolamento su superficie inclinata e verifica che il sistema assorba l'energia senza cedimento strutturale o superamento di deformazioni limite.
La corretta valutazione dei carichi previsti è fondamentale per dimensionare il sistema con il numero adeguato di montanti, la tipologia di ancoraggio e i materiali idonei alla specifica installazione.