Qual è la differenza tra classe A, B e C dei parapetti provvisori?
Creata 21 maggio 2026 | Aggiornata 21 maggio 2026
La norma UNI EN 13374:2025 classifica i parapetti anticaduta provvisori in tre classi (A, B e C) in base alle prestazioni meccaniche richieste e agli scenari d'uso a cui sono destinati. La scelta della classe corretta è determinata dall'inclinazione della superficie di lavoro e dal rischio di impatto dinamico.
La Classe A è destinata a superfici orizzontali o con inclinazione fino a 10°. Deve resistere esclusivamente a carichi statici: è la soluzione adeguata per coperture piane, solai e balconi dove non si prevede che un lavoratore possa scivolare o cadere con velocità contro il parapetto. È la classe più diffusa in ambito edilizio residenziale per lavori di manutenzione ordinaria.
La Classe B è richiesta per superfici inclinate tra 10° e 30°, oppure tra 0° e 10° qualora l'inclinazione e le condizioni operative comportino la possibilità di impatti dinamici moderati. Deve resistere sia a carichi statici che a impatti dinamici di entità media, simulati tramite prove con sacco battipalo. Questa classe copre la maggior parte dei tetti a falda delle costruzioni residenziali e industriali.
La Classe C è prevista per superfici con inclinazione superiore a 30°, o tra 10° e 30° in condizioni particolarmente critiche. Deve resistere a impatti dinamici elevati generati da cadute su superfici fortemente inclinate, dove il lavoratore acquista velocità significativa prima di colpire il parapetto. È la classe più performante e richiede strutture rinforzate con ancoraggi più robusti.
La corretta individuazione della classe di appartenenza deve essere effettuata in fase di progettazione del sistema di protezione, tenendo conto della geometria della copertura, delle condizioni atmosferiche e del tipo di lavorazione prevista.