La cassetta di pronto soccorso è obbligatoria in azienda?
Creata 21 maggio 2026 | Aggiornata 21 maggio 2026
Sì, la cassetta di pronto soccorso aziendale è obbligatoria per tutte le aziende, ma il presidio richiesto cambia in base alla classificazione aziendale definita dal D.M. 388/2003, che attua quanto previsto dall'art. 45 del D.Lgs. 81/08.
La normativa distingue tre gruppi. Le aziende di gruppo A comprendono quelle con attività industriali ad alto rischio: industrie soggette a dichiarazione o notifica, centrali termoelettriche, impianti nucleari, aziende estrattive, lavori in sotterraneo, fabbricanti di esplosivi. Le aziende di gruppo B includono tutte le unità produttive con più di tre lavoratori non rientranti nel gruppo A. Per entrambi questi gruppi, il datore di lavoro è obbligato a garantire la presenza della cassetta di pronto soccorso con la dotazione minima prevista dall'Allegato 1 del D.M. 388/2003.
Le aziende di gruppo C — unità produttive con meno di tre lavoratori non rientranti nel gruppo A — hanno un obbligo diverso: devono disporre del pacchetto di medicazione, presidio con dotazione più essenziale rispetto alla cassetta, definita dall'Allegato 2 del D.M. 388/2003. Il pacchetto di medicazione è inoltre obbligatorio a bordo dei mezzi aziendali e in caso di lavori svolti in luoghi isolati o distanti dalla sede.
La cassetta di pronto soccorso non è un adempimento formale: è uno dei presidi che rendono concreto il sistema di gestione delle emergenze aziendali, consentendo un intervento immediato in attesa dei soccorsi esterni. Il datore di lavoro è responsabile della sua presenza, completezza e corretto stato d'uso. Operativamente, il controllo può essere affidato agli addetti al primo soccorso designati, che devono verificare periodicamente sia la completezza del contenuto sia la scadenza dei singoli presidi. La mancanza della cassetta o una dotazione incompleta espone il datore di lavoro a sanzioni amministrative e penali previste dal D.Lgs. 81/08.