I near miss devono essere segnalati obbligatoriamente?

Creata 21 maggio 2026 | Aggiornata 21 maggio 2026

Sicurezza e ambiente

Sì, la segnalazione dei near miss è obbligatoria nell'ordinamento italiano, su due distinti livelli normativi, individuale e organizzativo, che si integrano e si rafforzano reciprocamente.

A livello individuale, l'obbligo è già presente nel D.Lgs. 81/2008: l'articolo 20, comma 1, lettera e), stabilisce che ogni lavoratore deve segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto qualsiasi condizione di pericolo di cui venga a conoscenza. Questa formulazione, "qualsiasi condizione di pericolo", include implicitamente i mancati infortuni, che per definizione testimoniano l'esistenza di una condizione di rischio reale. La segnalazione non è quindi facoltativa: è un dovere giuridico del lavoratore, indipendentemente dall'entità del danno effettivamente prodotto.

A livello organizzativo, la svolta normativa più recente è il Decreto-Legge 31 ottobre 2025, n. 159, convertito nella Legge 29 dicembre 2025, n. 198. L'articolo 15, intitolato "Rafforzamento della cultura della prevenzione e tracciamento dei mancati infortuni", introduce per tutte le imprese con più di quindici dipendenti l'obbligo di adottare un sistema strutturato di identificazione, tracciamento e analisi dei near miss. Le stesse imprese saranno tenute a comunicare i dati aggregati relativi agli eventi segnalati come mancati infortuni e alle azioni correttive o preventive intraprese. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, d'intesa con INAIL e sentite le parti sociali, emana entro sei mesi le linee guida operative.

A livello di sistema di gestione, la norma UNI EN ISO 45001:2023+A1:2024 richiede esplicitamente la gestione sistematica dei near miss come parte integrante del processo di miglioramento continuo. Le aziende certificate o in percorso di certificazione sono pertanto già soggette a questo requisito.

Di conseguenza, ad oggi la domanda corretta non è se i near miss debbano essere segnalati, la risposta è inequivocabilmente sì, ma se l'azienda disponga di un sistema strutturato per raccoglierli, analizzarli e trasformarli in azioni correttive documentabili. In assenza di tale sistema, l'impresa si espone sia a rischi di non conformità normativa sia, e soprattutto, al rischio concreto che segnali deboli di pericolo passino inosservati, fino a tradursi in infortuni evitabili.

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Cos'è il D.Lgs. 81/08?

Il D.Lgs. 81/08 è il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro in Italia, entrato in vigore il 15 maggio 2008. Disciplina obblighi del datore di lavoro, valutazione dei rischi, formazione, sorveglianza sanitaria, DPI, gestione delle emergenze e sanzioni. È il riferimento normativo principale per la sicurezza in tutti i settori.

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Il DVR è redatto dal datore di lavoro con la collaborazione del RSPP (interno o esterno), del medico competente e con la consultazione del RLS. Per aziende fino a 10 dipendenti è ammessa l'autocertificazione semplificata. Il documento è personale, non standardizzabile, e va aggiornato per ogni modifica organizzativa rilevante.

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Cos'è la sorveglianza sanitaria?

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