Cos'è il rischio ATEX?

Creata 14 maggio 2026 | Aggiornata 14 maggio 2026

Sicurezza e ambiente

Il rischio ATEX è il rischio di esplosione derivante dalla presenza di atmosfere esplosive nei luoghi di lavoro, generate dalla miscela tra aria e sostanze infiammabili sotto forma di:

  • gas;
  • vapori;
  • nebbie;
  • polveri combustibili.

Quando queste sostanze raggiungono determinate concentrazioni e vengono innescate da una sorgente di accensione, possono provocare esplosioni con conseguenze molto gravi per lavoratori, impianti e strutture aziendali.

Il rischio ATEX è presente in numerosi settori industriali e produttivi, tra cui:

  • industrie chimiche;
  • impianti petrolchimici;
  • verniciature industriali;
  • aziende farmaceutiche;
  • lavorazione del legno;
  • industrie alimentari;
  • silos e mangimifici;
  • impianti di biogas;
  • stoccaggio carburanti;
  • lavorazioni con polveri combustibili.

La normativa distingue le aree ATEX in funzione della probabilità e della durata della presenza dell’atmosfera esplosiva.

Per gas, vapori e nebbie infiammabili, le zone vengono classificate in:

  • Zona 0:
    atmosfera esplosiva presente in modo continuo, frequente o per lunghi periodi;
  • Zona 1:
    atmosfera esplosiva presente occasionalmente durante le normali attività lavorative;
  • Zona 2:
    atmosfera esplosiva non probabile durante il normale funzionamento, ma possibile per breve durata.

Per le polveri combustibili, invece, la classificazione prevede:

  • Zona 20:
    presenza continua o frequente di polveri infiammabili in sospensione;
  • Zona 21:
    presenza occasionale di polveri combustibili durante le normali lavorazioni;
  • Zona 22:
    presenza non probabile di polveri esplosive, ma possibile in condizioni anomale.

Il datore di lavoro ha l’obbligo di effettuare una specifica valutazione del rischio ATEX, individuando:

  • sostanze infiammabili presenti;
  • possibili sorgenti di accensione;
  • modalità di formazione dell’atmosfera esplosiva;
  • aree classificate;
  • misure tecniche e organizzative di prevenzione.

Tra gli obblighi principali previsti dalla normativa troviamo:

  • classificazione delle zone ATEX;
  • redazione del Documento sulla Protezione contro le Esplosioni (DPCE);
  • individuazione delle misure preventive e protettive;
  • verifica della conformità degli impianti;
  • gestione delle procedure operative in sicurezza.

Uno degli aspetti più importanti riguarda l’utilizzo di apparecchiature certificate ATEX.

Nelle aree classificate possono essere installati esclusivamente:

  • impianti;
  • apparecchiature elettriche;
  • utensili;
  • sistemi di protezione;
  • componenti certificati ATEX.

Le apparecchiature devono riportare specifica marcatura CE e classificazione in:

  • categoria 1;
  • categoria 2;
  • categoria 3;
    in base al livello di protezione richiesto dalla zona di installazione.

La prevenzione del rischio esplosione richiede inoltre:

  • controllo delle sorgenti di accensione;
  • messa a terra degli impianti;
  • ventilazione adeguata;
  • monitoraggio delle concentrazioni;
  • manutenzione periodica degli impianti;
  • procedure di emergenza specifiche.

La normativa prevede anche la formazione obbligatoria per tutti i lavoratori che operano in ambienti ATEX.

La formazione deve riguardare:

  • caratteristiche del rischio esplosione;
  • comportamenti sicuri;
  • utilizzo corretto delle attrezzature;
  • procedure operative;
  • gestione delle emergenze.

In molte aziende vengono inoltre adottati specifici:

  • permessi di lavoro;
  • procedure di accesso;
  • sistemi di controllo delle attività svolte in zone classificate.

Una corretta gestione del rischio ATEX permette all’azienda di:

  • prevenire incendi ed esplosioni;
  • proteggere lavoratori e impianti;
  • garantire conformità normativa;
  • ridurre il rischio di incidenti rilevanti;
  • evitare sanzioni e responsabilità penali.

Per questo motivo è fondamentale affidarsi a professionisti specializzati nella consulenza sicurezza ATEX, in grado di effettuare classificazioni corrette delle aree, verifiche impiantistiche e redazione della documentazione prevista dal D.Lgs. 81/08.


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