UNI 11962:2024: le novità sulle scale verticali permanenti con e senza gabbia (S2 e S1)

UNI 11962:2024: le novità sulle scale verticali permanenti con e senza gabbia (S2 e S1)

La UNI 11962:2024 introduce per la prima volta in Italia una norma di prodotto dedicata alle scale verticali permanenti con o senza gabbia, definendone requisiti di sicurezza, metodi di prova e condizioni d'uso. Il cambiamento più rilevante riguarda la nuova classificazione delle scale in due famiglie: le scale con dispositivo anticaduta (S1) e le scale a gabbia (S2). Per datori di lavoro, RSPP e professionisti HSE si tratta di un riferimento tecnico che incide direttamente sulle scelte progettuali, sugli acquisti e sui piani di manutenzione, in coerenza con gli obblighi di protezione dalle cadute dall'alto previsti dal D.Lgs 81/08. Comprendere queste novità significa trasformare un adempimento in un investimento concreto sulla sicurezza e sulla continuità operativa.

UNI 11962:2024: cosa cambia rispetto alle normative precedenti

Classificazione delle scale: S1 e S2

Dispositivi anticaduta per scale verticali: la risposta concreta ai nuovi standard

FAQ - Norma UNI 11962:2024 - scale verticali permanenti



UNI 11962:2024: cosa cambia rispetto alle normative precedenti

La principale novità della UNI 11962:2024 è che colma un vuoto normativo: fino alla sua pubblicazione non esisteva uno standard italiano di prodotto specifico per le scale verticali permanenti fissate a edifici e impianti, comunemente note come "scale alla marinara". La norma è stata approvata dalla Commissione Centrale Tecnica dell'UNI il 14 novembre 2024 ed è entrata a far parte del corpo normativo nazionale il 28 novembre 2024.

Prima di questo intervento, il quadro tecnico era frammentato. La UNI EN ISO 14122-4 disciplina le scale fisse come mezzo di accesso permanente al macchinario, mentre i diversi regolamenti regionali stabiliscono le misure per l'accesso e lo sbarco in copertura senza però indicare come fabbricare questa tipologia di scale. Di conseguenza, progettisti, fabbricanti e installatori operavano spesso applicando per analogia riferimenti pensati per contesti differenti.

La UNI 11962:2024 risponde a questa esigenza con alcuni elementi chiave:

  • Campo di applicazione definito: scale con inclinazione superiore a 75 gradi, fissate a un supporto, utilizzate per accedere a edifici, infrastrutture, opere, manufatti e impianti dove esiste il pericolo di caduta dall'alto.
  • Esclusione esplicita delle scale fisse già coperte dalla UNI EN ISO 14122-4.
  • Due classi di prodotto (S1 e S2) con requisiti, prove e condizioni d'uso distinti.
  • Regole di ispezione e manutenzione strutturate, con periodicità differenziate per classe.

Va inoltre chiarito un punto sostanziale per le aziende. La UNI 11962:2024 è una norma tecnica volontaria, ma rappresenta la "regola dell'arte" e lo stato dell'aggiornamento tecnico del settore. Per questo motivo, la sua applicazione costituisce un riferimento solido per dimostrare il rispetto degli obblighi generali di tutela contro le cadute dall'alto sanciti dal D.Lgs 81/08, in particolare laddove il datore di lavoro deve garantire mezzi di accesso sicuri e idonei alle lavorazioni in quota.


Scale verticali permanenti: a chi si applica la norma

La UNI 11962:2024 si applica alle scale verticali permanenti che andranno installate o sono già state installate le quali fungono da mezzo di accesso stabile a quote elevate. La norma nasce infatti dall'osservazione di un fenomeno concreto: l'installazione di impianti fotovoltaici, solari termici, di riscaldamento e di climatizzazione ha moltiplicato la necessità di raggiungere coperture e zone tecniche in modo sicuro e ripetuto nel tempo.

Rientrano quindi nel campo di applicazione le scale da installare o già installate che presentano queste caratteristiche:

  • inclinazione maggiore di 75 gradi rispetto al piano orizzontale;
  • fissaggio permanente a una struttura di supporto (edificio, infrastruttura, impianto);
  • funzione di accesso ad aree di lavoro con rischio di caduta dall'alto.

Tuttavia, la norma non si applica alle scale fisse disciplinate dalla UNI EN ISO 14122-4, che restano regolate dal proprio riferimento specifico. Questa distinzione è fondamentale per la corretta valutazione dei rischi: identificare con precisione quale norma si applica a ciascun mezzo di accesso è il primo passo per impostare una progettazione e una verifica conformi.



Classificazione delle scale: S1 e S2

La classificazione delle scale introdotta dalla UNI 11962:2024 distingue le scale verticali permanenti in due classi, in funzione del sistema di protezione anticaduta adottato. Si tratta del cuore della norma e dell'elemento che orienta ogni decisione progettuale e di acquisto.

Le due classi sono:

  • Classe S1 – scala dotata di dispositivo anticaduta di tipo guidato comprendente una linea di ancoraggio rigida;
  • Classe S2 – scala dotata di gabbia di sicurezza.

La scelta tra le due classi non è libera, ma deve essere effettuata secondo i criteri delle Appendici A e B della norma, che tengono conto dell'altezza della scala, dell'altezza della singola rampa, dello spazio disponibile, delle condizioni del sito e di fattori umani come affaticamento ed esperienza dell'utilizzatore. Per questo motivo, la designazione del prodotto deve riportare in modo univoco il riferimento alla norma, la classe e la portata in kg (ad esempio: "Scala senza gabbia – UNI 11962:2024 – S1 – 150").


Scale con dispositivo anticaduta (S1)

Le scale con dispositivo anticaduta (S1) sono dotate di un sistema di arresto caduta di tipo guidato che accompagna l'operatore lungo tutta la salita. Il dispositivo è costituito da un componente scorrevole collegato a una linea di ancoraggio rigida, realizzata con rotaia o con fune metallica fissata permanentemente alla scala.

Gli elementi distintivi della classe S1 sono i seguenti:

  • il dispositivo deve essere conforme alla UNI EN 353-1, ovvero ai dispositivi anticaduta certificati EN 353-1 di tipo guidato con linea di ancoraggio rigida;
  • l'operatore deve potersi collegare e scollegare in sicurezza in prossimità delle aree di partenza e di arrivo, mediante dispositivi di ancoraggio permanenti adeguati;
  • la scala di classe S1 può essere utilizzata esclusivamente da utilizzatori addestrati, cioè persone con istruzione ed esperienza specifica sull'uso del sistema di arresto caduta (un esempio tipico è l'installatore di impianti eolici);
  • devono essere adottate misure per impedire l'accesso a persone non autorizzate.

Di conseguenza, la classe S1 garantisce una protezione individuale attiva che segue l'operatore lungo l'intero percorso, riducendo il rischio in modo più efficace rispetto alla sola barriera fisica.


Scale a gabbia (S2)

Le scale a gabbia (S2) sono protette da una gabbia di sicurezza, una struttura a forma di gabbia fissata permanentemente alla scala con la funzione di ridurre al minimo il rischio. È la soluzione tradizionalmente più diffusa, ma la UNI 11962:2024 ne definisce con precisione i requisiti dimensionali e ne limita l'impiego.

Tra i requisiti tecnici principali della gabbia di sicurezza:

  • distanza tra gli anelli orizzontali ≤ 1.500 mm;
  • distanza tra i montanti della gabbia ≤ 300 mm;
  • spazi vuoti tra i componenti ≤ 0,40 m²;
  • distanza libera all'interno dell'anello compresa tra 650 mm e 800 mm;
  • distanza dal piano dei pioli alla gabbia compresa tra 550 mm e 600 mm;
  • parte più bassa della gabbia posizionata a un'altezza compresa tra 1.900 mm e 2.500 mm rispetto all'area di partenza.

Tuttavia, l'aspetto più significativo riguarda i limiti d'uso: la gabbia di sicurezza è ammessa solo per altezze contenute. Questo orientamento riflette il principio, ormai consolidato a livello internazionale, secondo cui la gabbia non costituisce un vero sistema di arresto caduta ma una protezione passiva, meno efficace nel trattenere l'operatore in caso di scivolamento.

Per chiarezza, di seguito un confronto sintetico tra le due classi:

CARATTERISTICA CLASSE S1 CLASSE S2
Sistema di protezione Dispositivo anticaduta guidato su linea rigida (EN 353-1) Gabbia di sicurezza
Tipo di protezione Attiva, segue l'operatore Passiva, barriera fisica
Utilizzatori Solo addestrati Non è richiesto addestramento specifico
Altezza rampa (h) Ammessa per h ≤ 5 m e h > 5 m Ammessa solo per h ≤ 5 m
Altezza totale (H) Ammessa fino a H > 20 m Ammessa fino a H ≤ 20 m
Ispezione periodica Almeno ogni anno Almeno ogni due anni



Dispositivi anticaduta per scale verticali: la risposta concreta ai nuovi standard

I dispositivi anticaduta per scale verticali rappresentano la risposta tecnica più efficace ai nuovi standard introdotti dalla UNI 11962:2024, in particolare per le scale di classe S1. Si tratta di sistemi guidati che, conformemente alla UNI EN 353-1, scorrono lungo una linea di ancoraggio rigida e bloccano la discesa dell'operatore in caso di caduta.

Il funzionamento si basa su tre elementi che devono lavorare in modo integrato:

  • la linea di ancoraggio rigida fissata permanentemente alla scala e ancorata alle estremità;
  • il dispositivo anticaduta di tipo guidato, che si muove con l'operatore e si attiva istantaneamente in caso di perdita di equilibrio;
  • l'imbracatura dell'utilizzatore, collegata al dispositivo secondo le indicazioni del fabbricante.

Affinché il sistema sia affidabile, la norma sottolinea la necessità di compatibilità tra i componenti: l'impiego di un dispositivo guidato o di un cordino non compatibili con la linea di ancoraggio costituisce un rischio di caduta. Inoltre, il sistema deve garantire in ogni momento il collegamento dell'operatore a un punto di ancoraggio sicuro, anche nelle fasi delicate di collegamento e scollegamento in prossimità delle aree di partenza e arrivo.

Per questo motivo, la scelta tra S1 e S2 non è solo una questione di conformità formale, ma di efficacia reale della protezione. La tendenza espressa dalla norma privilegia chiaramente i dispositivi anticaduta certificati rispetto alla gabbia, soprattutto sulle altezze elevate, dove la gabbia non è più ammessa.


Procedure di emergenza e soccorso

La UNI 11962:2024 definisce requisiti specifici per la gestione delle situazioni di emergenza che possono verificarsi durante l'utilizzo delle scale verticali permanenti, stabilendo obblighi distinti per fabbricanti e datori di lavoro.

Sul fronte strutturale, la norma prescrive che le scale siano progettate in modo da non ostacolare le operazioni di recupero: le aree di partenza e di arrivo devono essere accessibili e prive di elementi che impediscano il movimento del soccorritore. Per le scale a gabbia (S2) dotate di piattaforme intermedie, la norma impone la presenza di un cancello e di un punto di ancoraggio dedicato al soccorritore, indispensabile per operare in sicurezza durante il recupero dell'operatore in quota. Per le scale con pianerottoli, le modalità operative di salvataggio devono essere definite e documentate dal fabbricante nel manuale di istruzioni.

Per le scale con dispositivo anticaduta (S1), l'obbligo si estende all'intera struttura: ancoraggi, montanti, pioli e piattaforme devono essere dimensionati per reggere i carichi aggiuntivi generati durante le manovre di soccorso, che per natura sono più sollecitanti rispetto all'uso ordinario.

In entrambi i casi, il fabbricante è tenuto a indicare nel manuale le procedure di salvataggio specifiche per la classe di scala fornita, insieme ai valori di carico aggiuntivo trasmessi alla struttura durante il recupero. Tali informazioni devono essere rese disponibili agli addetti alle emergenze e integrate nel piano di gestione delle situazioni critiche previsto dal D.Lgs 81/08.

Nei prossimi articoli approfondiremo con casi pratici i singoli requisiti introdotti dalla norma, con particolare attenzione alle implicazioni operative per RSPP e datori di lavoro.


Quando usare S1 e quando S2: i limiti di altezza

La UNI 11962:2024 stabilisce con precisione quando è possibile utilizzare ciascuna classe, vincolando la scelta all'altezza della rampa (h) e all'altezza totale (H) della scala. In sintesi, la gabbia di sicurezza (S2) è ammessa solo entro limiti contenuti, mentre il dispositivo anticaduta guidato (S1) copre l'intero spettro di altezze.

Il quadro può essere riassunto così:

  • Altezza della rampa: la classe S1 è ammessa sia per rampe fino a 5 m sia oltre i 5 m; la classe S2 è ammessa solo per rampe fino a 5 m.
  • Altezza totale: la classe S2 è utilizzabile fino a un massimo di 20 m, mentre oltre tale soglia è consentita esclusivamente la classe S1.
  • Tra 5 m e 20 m, le scale a gabbia restano ammesse solo se dotate di piattaforme intermedie, pianerottoli intermedi o pianerottoli di riposo mobili a chiusura automatica, secondo gli intervalli previsti dalla norma.
Altezza totale H Classe S1 Classe S2
H < 2,0 m Sì, se previsto dal fabbricante Sì, se previsto dal fabbricante
2,0 ≤ H ≤ 5 m Sì Sì
5 < H ≤ 10 m Sì Sì, con piattaforme/pianerottoli intermedi
10 < H ≤ 20 m Sì Sì, con piattaforme/pianerottoli intermedi
H > 20 m Sì No


Di conseguenza, nelle installazioni che superano i 20 metri la decisione è di fatto obbligata verso la classe S1 con dispositivo anticaduta certificato. Questo dato è particolarmente rilevante per chi gestisce silos, serbatoi, torri tecniche, ciminiere e coperture industriali di grande sviluppo verticale.


Ispezione, manutenzione e adeguamento: gli obblighi previsti

La UNI 11962:2024 non si limita alla progettazione e alla fabbricazione, ma definisce anche un sistema strutturato di ispezione e manutenzione, indispensabile per mantenere nel tempo le prestazioni di sicurezza della scala. È proprio su questo piano che le aziende devono concentrare l'attenzione gestionale.

La norma individua quattro tipologie di ispezione:

  • ispezione prima del montaggio, a cura dell'installatore;
  • ispezione d'uso, da effettuarsi prima di ogni utilizzo da parte dell'operatore;
  • ispezione periodica, con periodicità massima differenziata per classe;
  • ispezione straordinaria, obbligatoria in caso di difetti rilevati o dopo la caduta di una persona.

Per quanto riguarda la periodicità delle verifiche, la norma fissa due cadenze distinte:

  • ogni anno per le scale verticali permanenti di classe S1;
  • ogni due anni per le scale di classe S2.

Inoltre, deve essere predisposto un registro di controllo che documenti identificazione della scala, riferimenti di fabbricante e installatore, date e luoghi delle ispezioni, interventi di manutenzione e riparazione. In caso di difetto, la scala deve essere immediatamente posta fuori servizio e sottoposta a ispezione straordinaria da parte di personale qualificato.


Cosa devono fare le aziende per adeguarsi

Le aziende devono affrontare l'adeguamento alla UNI 11962:2024 con un approccio sistematico, che parte dal censimento delle scale esistenti e arriva alla pianificazione delle verifiche periodiche. Il punto cardine, però, è che la scelta tra scala a gabbia (S2) e scala con dispositivo anticaduta (S1) non è più una mera decisione tecnica o di acquisto: deve essere il risultato di una valutazione del rischio motivata e tracciata nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).

Su questo aspetto è necessario un chiarimento sostanziale per datori di lavoro e RSPP. Alla luce della UNI 11962:2024 e degli obblighi del D.Lgs 81/08, la sola presenza di una gabbia di sicurezza non costituisce di per sé prova di conformità. Una gabbia installata senza una valutazione del rischio che ne giustifichi l'idoneità, rispetto all'altezza della scala, alle modalità d'uso, alla frequenza di accesso e alle alternative disponibili,  risulta oggi difficilmente difendibile in caso di controllo o di infortunio. La barriera fisica, in altri termini, deve essere la conclusione di un ragionamento documentato, non il punto di partenza.

Un percorso operativo efficace prevede i seguenti passaggi:

  1. Censire tutte le scale verticali permanenti presenti in azienda, identificando funzione, altezza e sistema di protezione esistente.
  2. Classificare ogni scala secondo le categorie S1 e S2 e verificarne la coerenza con i limiti di altezza previsti dalla norma.
  3. Motivare e tracciare nel DVR la scelta tra gabbia (S2) e dispositivo anticaduta guidato (S1), esplicitando i criteri delle Appendici A e B (altezza totale e di rampa, spazio disponibile, condizioni del sito, fattori umani). La scelta della soluzione passiva va giustificata, non presunta.
  4. Valutare l'adeguatezza del sistema anticaduta installato, con particolare attenzione alle installazioni superiori a 20 m, dove la gabbia non è più ammessa.
  5. Programmare le ispezioni periodiche secondo le cadenze previste (annuale per S1, biennale per S2) e istituire il registro di controllo.
  6. Formare gli utilizzatori, in particolare per le scale di classe S1 che richiedono operatori addestrati all'uso del dispositivo anticaduta.
  7. Verificare i DPI anticaduta associati al sistema (imbracature, connettori, dispositivi guidati), nel rispetto della conformità alla UNI EN 353-1 e degli obblighi del D.Lgs 81/08.

In sintesi, l'adeguamento alla norma non è un costo improduttivo, ma un investimento che protegge le persone, tutela la responsabilità del datore di lavoro e garantisce la continuità delle attività in quota. La differenza la fa la tracciabilità della scelta: una protezione documentata nel DVR vale, sul piano della conformità, molto più di una protezione semplicemente installata.






FAQ – Norma UNI 11962:2024 - scale verticali permanenti

Cos'è la norma UNI 11962:2024?

La UNI 11962:2024 è la norma italiana che definisce i requisiti di sicurezza, i metodi di prova e le condizioni di utilizzo delle scale verticali permanenti con o senza gabbia, utilizzate per l’accesso a edifici, coperture e impianti.

Entrata in vigore il 28 novembre 2024, introduce una nuova classificazione:

  • Classe S1: scale con dispositivo anticaduta guidato.
  • Classe S2: scale con gabbia di sicurezza.
Qual è la differenza tra scale S1 e scale S2?

Le scale S1 sono equipaggiate con un dispositivo anticaduta di tipo guidato installato su linea di ancoraggio rigida conforme alla UNI EN 353-1.

Le scale S2 utilizzano invece una gabbia di sicurezza che svolge una funzione di protezione passiva.

Le scale S1 offrono una protezione attiva che segue l’operatore durante la salita e la discesa e possono essere installate a qualsiasi altezza prevista dal progetto. Le scale S2 sono invece soggette a specifici limiti dimensionali.

Fino a che altezza si possono usare le scale a gabbia?

Le scale a gabbia appartenenti alla classe S2 possono essere utilizzate fino a un’altezza complessiva massima di 20 metri.

Inoltre, ogni singola rampa non deve superare i 5 metri.

Per altezze superiori a 20 metri è obbligatorio adottare una scala di classe S1 con dispositivo anticaduta guidato conforme alla UNI EN 353-1.

Ogni quanto vanno ispezionate le scale verticali permanenti?

La norma prevede differenti periodicità di controllo:

  • Classe S1: ispezione periodica almeno ogni 12 mesi.
  • Classe S2: ispezione periodica almeno ogni 24 mesi.

Oltre alle verifiche periodiche, devono essere effettuati:

  • controlli prima dell’utilizzo;
  • ispezioni prima del montaggio o della messa in servizio;
  • ispezioni straordinarie in caso di difetti, danneggiamenti o caduta di una persona.

Tutte le attività di controllo devono essere registrate in un apposito registro di ispezione e manutenzione.