Spazi confinati: Non sottovalutare l'alterazione della temperatura e dell’umidità

Spazi confinati: Non sottovalutare l'alterazione della temperatura e dell’umidità

Recentemente il nostro team è stato incaricato di effettuare l’ispezione di un pensile costituito da uno spazio confinato con condizioni di umidità e temperatura che hanno richiesto particolari accorgimenti operativi.

L'ispezione effettuata per l’azienda committente è stata affidata ai tecnici della nostra Divisione Soccorso industriale, operatori altamente qualificati ad operare all'intero di ambienti confinati. I tecnici, recatisi presso il luogo dell'intervento, hanno provveduto innanzitutto ad attrezzare il cantiere con gli opportuni dispositivi di sicurezza e successivamente hanno aperto il boccaporto del pensile per misurare: qualità dell’aria con un dispositivo gas alert Blackline Safety, temperatura e umidità utilizzando un idrometro termometro. I parametri segnalati dal dispositivo gas alert sono risultati nella norma, ma l’idrometro ha evidenziato una concentrazione di umidità pari al 91.36% e una temperatura di 26°.

La verifica iniziale quindi non ha riguardato solo la qualità dell’aria, ma anche della temperatura e dell’umidità che, se troppo elevate, potrebbero impedire ai lavoratori di operare in sicurezza. In molti casi gli operatori che hanno necessità di accedere ad un ambiente confinato pongono particolare attenzione alla misurazione degli inquinanti presenti all’interno (O2, H2S, CO, LEL) ma non alla verifica di fattori quali umidità e temperatura, che invece si dimostrano altrettanto pericolosi per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Nel caso della nostra ispezione, considerata l’elevata concentrazione di umidità registrata all'apertura del pensile, si è reso necessario l’inserimento di un ventilatore in modalità aspirazione per 5 ore prima di permettere l’ingresso dei tecnici, allo scopo di scongiurare l'insorgenza di malori.

Una volta eseguito l’accesso, gli operatori hanno effettuato l’ispezione visiva equipaggiati con un APVR carrellato 3M in quanto, a causa delle dimensioni elevate del pensile, non è stato possibile verificare la qualità dell’aria dell’intero ambiente. L’accesso è stato effettuato solo a seguito del raggiungimento del 60% minimo di umidità ed è stato necessario porre particolare attenzione anche alla misurazione dell’umidità presente nella parte più bassa del pensile. Infatti, nonostante nella parte alta dell'ambiente sia stata rilevata un'umidità al 55%, nella parte bassa il valore è risultato essere al 68%. 

Quando si lavora all’interno di un ambiente confinato è fondamentale considerare le conseguenze che possono derivare dalle alterazioni della temperatura e dell’umidità, come nel caso dell’ipertermia: un forte aumento della temperatura corporea che può verificarsi a causa di condizioni climatiche quali un’alta temperatura dell'aria e un’elevata umidità. L’ipertermia potrebbe determinare a sua volta l’insorgenza di colpi di calore, una condizione alla quale viene associata un'I'inefficienza dei meccanismi di regolazione della temperatura e una produzione di calore che eccede quello disperso. Fra i principali segnali o sintomi di questo scompenso troviamo:

  • Alta temperatura corporea 41° - 43°.
  • Pelle calda e secca al tatto, quasi sempre associata a scarsissima sudorazione.
  • Vertigini, mal di testa, agitazione, aggressività, allucinazioni, sino ad arrivare alla perdita di coscienza che in condizioni ambientali rischiose e con presenza di acqua potrebbe portare a conseguenze gravissime per l'incolumità dell'operatore.

In presenza di sintomi che indichino un colpo di calore, è sempre buona norma contattare il Numero Unico di Emergenza 112 ed in attesa dell’arrivo dell’ambulanza è consigliabile:

  • Portare la persona in luogo fresco (non freddo), all’ombra e se possibile ventilato.
  • Mettere la persona in posizione supina, posizione antishock.
  • Abbassare la temperatura togliendo gli abiti, effettuando spugnaggi di acqua fresca, esponendo la persona a ventilazione non diretta.
  • Monitorare la temperatura e sorvegliare la vittima.

La prevenzione e la pianificazione rimangono comunque le prime attività da intraprendere al fine di preservare la salute e la sicurezza dei lavoratori che si trovano ad operare all'interno di ambienti confinati: Richiedi una consulenza con i nostri tecnici.