Cosa sono i lavori in spazi confinati e quali obblighi formativi prevede la legge?
Creata 2 luglio 2026 | Aggiornata 2 luglio 2026
Il D.P.R. 14 settembre 2011, n. 177 costituisce il riferimento normativo principale per i lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati. La norma si applica a qualsiasi attività lavorativa svolta all'interno di ambienti a rischio specifico, indipendentemente dal settore.
Sono considerati spazi confinati ai sensi del D.P.R. 177/2011:
- Ambienti sospetti di inquinamento: pozzi, fogne, cunicoli, gallerie, tubazioni, serbatoi, cantine, locali interrati con rischio di atmosfera tossica o carente di ossigeno
- Ambienti confinati: spazi chiusi o semi-chiusi con accesso limitato, scarsa ventilazione naturale, rischio di intrappolamento o difficoltà di evacuazione in emergenza
Esempi comuni: vasche, silos, cisterne, digestori, reattori chimici, pozzetti fognari, cunicoli tecnici, intercapedini, stive di navi.
Il D.P.R. 177/2011 impone alle imprese che eseguono lavori in spazi confinati:
- Qualificazione obbligatoria: le aziende devono essere iscritte alla CCIAA con codice ATECO specifico per questo tipo di lavori
- Formazione del 30%: almeno il 30% del personale impiegato deve aver frequentato uno specifico corso di formazione
- Documento di valutazione rischi interferenziali (DUVRI) o verifica di idoneità tecnico-professionale
- Presenza di un preposto formato durante tutta l'esecuzione dei lavori
- Sistema di recupero e salvataggio: deve essere disponibile e il personale deve saperlo usare
- Procedure di emergenza predefinite prima dell'inizio dei lavori
- Rilevazione gas: misurazione dell'atmosfera prima e durante l'accesso
Il D.P.R. 177/2011 prevede specifiche figure con ruoli distinti:
- Operatore in spazi confinati: svolge il lavoro all'interno dell'ambiente confinato
- Preposto in spazi confinati: sovrintende le operazioni dall'esterno, gestisce l'emergenza
- Addetto al recupero e primo soccorso: interviene in caso di infortunio o incidente